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Potete  fare un versamento al conto corrente intestato a OPERE DI MISERICORDIA

presso

il  Credito Coperativo Ravennate e Imolese Soc.Coop.

IBAN IT 58 L 08542 36900 057000177205

Come opera l' Associazione?

L'Associazione Opere di Misericordia Onlus nasce il 21.10.2009 per aiutare famiglie e persone disagiate , in particolare per cercare di garantire un aiuto in generi alimentari primari. Sin dall'inizio ha trovato appoggio dall'Associzione Dolce Acque di Mascarino che l'ha sostenuta in ogni modo affinché questo sogno divenisse realtà.In poco meno di un anno ,a maggio 2010, l'Associazione viene riconosciuta ONLUS potendo così usufruire delle agevolazioni che tale condizione può dare.

Inizia una diretta collaborazione col Banco Alimentare di Imola che mensilmente rifornisce il magazzino di consistenti quantità di prodotti vari ,in particolare pasta,biscotti,fette biscottate,riso e latte. Settimanalmente con l' A.S.P. "Opera Pia Poveri Vergognosi" di Bologna avviene un doppio appuntamento per la fornitura di frutta e verdura , doppio appuntamento anche per garantire una maggior freschezza dei prodotti che variano in base alla stagione di fornitura .

Anche il CONAD "La Pila" e il "Dolce Forno" di Molinella collaborano donando : la prima prodotti vicini alla scadenza o danneggiati nella confezione, il secondo pane,pizza e derivati (di cui una parte viene distribuita ai senzatetto di Bologna nella serata del mercoledì).

Un appuntamento molto importante é quello del martedì sera : una decina di soci-volontari si ritrovano a confezionare i "pacchi-sporta" che verranno donati alle famiglie assistite.Si inizia con lo smistamento di frutta e verdura dalle casse provenienti per lo più dall'A.S.P. in Villa Pallavicini e il relativo confezionamento in sacchetti di peso variabile a seconda del numero di componenti della famiglia a cui verrà consegnato.Terminata questa prima parte avviene la preparazione di quella che sarà il "pacco-sporta" finale da consegnare. In realtà si è scelto di diversificare i "pacchi-sporta" in più formati e tipi : una prima distinzione avviene in base al numero dei componenti del nucleo familiare a cui è destinato così che il rifornimento sia proporzionato alle reali esigenze , una seconda distinzione,ma non meno importante, avviene per cultura e religione in particolare viene posta maggiore attenzione alla distribuzione di prodotti contenenti carne e derivati del maiale. Si distinguono così 3 tipi di sporte: la piccola in tela per famiglie di massimo 3 persone e le grandi per i nuclei più numerosi e tra queste sono stati adottati il colore giallo per le famiglie extracomunitarie e il blu per le famiglie per lo più italiane.

In genere ogni sporta contiente pasta, passata, biscotti, legumi, frutta e verdura di stagione, latte, tonno o salumi, quando possibile formaggio,olio,zucchero,marmellata,sale,farina,fette biscottate,succhi di frutta,dolciumi..il loro contentuto e quantitativo può variare secondo le disponibilità del magazzino .

Ultima tappa di questo impegno che l'Associazione si prende a carico è la distribuzione dei "pacchi-sporta",distribuzione che al momento viene affettuata quasi esclusivamente porta a porta ,ma ci si augura di trovare presto una locazione che permetta agli assistiti di recarsici personalmente .

A distanza di 2 anni dall'avvenuto riconoscimento ONLUS il numero degli assistiti che settimanalmente viene seguito è di circa 230 persone, ma se si includono i senzatetto nella serata del mercoledì il numero cresce drasticamente a più di 310 persone.

 

 

Il mercoledì alla Stazione di Bologna

Da ottobre 2011 la nostra Associazione collabora ad un progetto con la "Comunità S.Maria della Venenta Onlus" di Argelato,nasce un impegno per aiutare in particolare i senzatetto che ogni mercoledì sera si ritrovano presso la Stazione Centrale di Bologna.Dopo un primo incontro di preghiera e aggregazione presso la chiesetta delle Ferrovie dello Sato ci si ritrova al piazzale est dove avviene la distribuzione di viveri di pronto consumo (panini,biscotti,frutta) e bevande calde per combattere il freddo dell'inverno.A mercoledì alterni avviene,in contemporanea alla distribuzione dei viveri,una distribuzione di indumenti usati cercando di andare incontro alle singole esigenze dei bisognosi che di volta in volta vengono dagli stessi esplicate e subito segnate dai volontari della "Comunità S.Maria della Venenta Onlus".In realtà la nostra collaborazione consiste,oltre alla distribuzione,nel preparare settimanalmente circa 80 / 90 panini da distribuire , partecipiamo inoltre alla raccolta di indumenti usati ed in buono stato ( scarpe,vestiti, giacche, coperte)che vengono subitamente portati ad Argelato presso la Comunità suddetta dove avviene lo smistamento per taglia e viene confezionato un sacco che possa esaudire ogni bisogno del singolo richiedente(eccezione fatta per l'abbiglimento intimo che viene consegnato sempre nuovo,mai usato).

Al di là dell'impegno di distribuzione non è da sottovautare lo scambio di calore umano che avviene tra volontari e bisognosi..in realtà in quel momento non esiste distinzione, tra veterani ci si chiama per nome...a volte mi chiedo se non siamo noi a dover imparare da queste persone che troppo spesso con superficialità vengono emarginate dalla nostra società..Spesso sono loro a regalarci un sorriso..e troppo spesso si associa la parola senzatetto a delinquente quando basterebbe poco per vedere che troppe volte sono solo i nostri pregiudizi a renderli tali:sono persone come noi con forse qualche esigenza in più e tante esperienze di vita che forse noi..non avremmo la forza di affrontare.

                                                                         Debora

 

Ande Argentine

Già da un po’ di tempo Io e Lorenzo sentivamo il bisogno di fare un qualcosa per le famiglie e le persone che sono in difficoltà, ci siamo guardati un po’ in giro, e l’occasione è arrivata conoscendo amici che già lavoravano per portare aiuti in Argentina, in particolare aiutare i bambini e gli abitanti dispersi sulle Ande Argentine; abbiamo contattato alcuni pastifici, supermercati. Ma solo il pastificio DE CECCO ha accettato di collaborare e ci ha riforniti di 35 ql. di pasta e olio, che venivano tolti dagli scaffali essendo frutto di una promozione del periodo Pasquale. Ai prodotti donati dalla De Cecco venivano aggiunti altri 190 ql. di generi alimentari offerti da una famiglia di Molinella e da una azienda Amica.

Con i viveri messi a disposizione si è riempito un container da 40 piedi, e spedito via mare dal porto di Genova con destino Buenos Aires, per poi portarlo in deposito a Catamarca. Da dove venivano fornite i vari Commodores (mense) punti di raccolta per un pasto ai bisognosi. Tutto questo succedeva nell’anno 2004 più precisamente nel mese di luglio. Sempre in quell’occasione fu portato un container di vestiti e scarpe, sempre per il sostentamento delle persone bisognose.

SECONA ESPERIENZA:

 Era il mese di maggio 2005 quando sono tornata Sulle Ande Argentine insieme a Lorenzo, ed è stata un’altra esperienza bellissima che ci ha arricchito ulteriormente, incentivandoci  a lavorare sempre di più per aiutare anche le nostre realtà. Tutto questo ci è stato possibile  grazie alla conoscenza di Amici stupendi e alla benevolenza della gente. Ma soprattutto all’aiuto Divino del Cielo per questo si è pensato di chiamare l’ associazione "Opere di Misericordia".

                                                                          Irene

 

Le foto sono a testimonianza delle belle esperienze vissute nei due viaggi Sulle Ande sempre aiutando le persone che vivono in gravi difficoltà o in assoluto abbandono disperse in mezzo ai monti.

 Molte di queste foto sono state scattate ad altezze oltre i 3000mt con punte fino ai quattromila.

In alcune si testimonia la povertà del posto e la consegna di indumenti in modo particolare le scarpe. Ma soprattutto si percepisce lo stato di abbandono e di povertà in cui vivono.

È inutile dirvi che il nostro cuore vive in mezzo a quella gente.

Nella nostra mente è rimasto impresso gli occhi e i visi, di quei bimbi e l’affetto dimostrato nei nostri confronti e la grande grandissima dignità che le loro madri ci hanno dimostrato.

 

 

San Pietro Capofiume 02-05 -09

Il nostro viaggio all’Aquila: esperienze ed emozioni di

Dopo aver appreso la notizia del terremoto in Abruzzo, abbiamo subito pensato ad alcuni amici residenti là e ci siamo quindi messi in contatto con il cugino di Nadia (un’amica di Silvia n.d.r.) volontario del terremoto in Irpinia e sfollato dell'Aquila.

Il 22 aprile 2009 abbiamo dato inizio alla raccolta, presso il bar del Circolo MCL, per la popolazione dell’Aquila secondo il suggerimento del nostro interlocutore locale: biancheria intima nuova ed indumenti usati sia per adulti che per bambini, giocattoli, materiale scolastico e libri.

In due serate, insieme ad un gruppo di amici,  avevamo confezionato ben 50 scatoloni e raccolti ben 400 Euro poi utilizzati per comperare al Centergross di Castel Maggiore ben quasi 400 pezzi di biancheria intima per donna, uomo e bambino! Che bel traguardo in così poco tempo!

Nel pomeriggio del 30 aprile abbiamo caricato tutto sul furgone ed al mattino del 2 maggio il gruppo, composto da Lorenzo alla guida del suo furgone utilizzato per il trasporto della merce, Silvia e Paolo con la loro auto, parte per l’Aquila. La giornata era bellissima, ed all’andata non abbiamo trovato per niente traffico. Siamo rimasti colpiti dal fatto che già da Bologna, lungo l'autostrada, c'erano carovane di Vigili del Fuoco, Ambulanze e Protezione Civile che andavano in Abruzzo.

Arrivati al casello di Aquila Ovest, ci stavano aspettando all’uscita Carlo e Francesca Santese, due fratelli semplicemente meravigliosi e che si erano attribuiti il compito di accompagnarci nella varie destinazioni!

Dal loro viso abbiamo subito percepito e capito la profondità delle ferite (non quelle del corpo)!

Come prima tappa, siamo andati al campo dello Stadio e lì conosciamo Giovanni Alfonsetti, responsabile della struttura. Con lui instauriamo subito un bellissimo rapporto, che persona straordinaria! In questo campo scarichiamo tutto il materiale scolastico, i giochi, una carrozzina con passeggino e tutta la biancheria intima. Qui conosciamo anche alcuni ragazzi di Firenze che sono lì per un fine settimana a dare aiuto non solo fisico ma anche morale: anche loro persone straordinarie!

Ripartiamo per andare in un altro campo, ma purtroppo in questo secondo alcune associazioni hanno rifiutato i vestiti usati che avevamo portato con noi, nonostante fossero capi praticamente come nuovi.  A quel punto abbiamo deciso di aprire comunque il furgone e di scaricare alcuni scatoloni. In breve tempo dell’abbigliamento usato non ne era rimasta traccia.

Ripartiamo per l'ultimo campo, quello di Centi-Colella, in cui riusciamo a scaricare tutto. Quello che abbiamo visto, appena entrati in una tenda, ci ha subito sconvolto. In questa ereno sistemati nove persone, 6 adulti e 3 bambini tra cui una bimba di 17 mesi, i letti sono stati posizionati uno attaccato all'altro ed il caldo era infernale. La mamma della bambina invece, nonostante le stampelle perché l'avevano estratta dalle macerie, ci parla con il sorriso sulle labbra: non ci sono scene di disperazione ma rassegnazione, tanta rassegnazione!

Parlando con lei, ad un certo punto ci ha detto una frase molto toccante: ”il fondo lo abbiamo già toccato ora possiamo solo migliorare”. Il nostro cuore è rimasto in quella tenda!!!

Intorno abbiamo visto anche molti cani ed  anche loro sono stati molto colpiti da questo terremoto.  Alcuni, ad esempio, tutt'ora non vogliono nemmeno rientrare nella propria casa, inoltre alcuni di loro sono  stati operati nel campo stesso!

All’ora di pranzo veniamo invitati a mangiare con loro.  Tanto ci passava per le testa, tranne l’idea di mangiare! Ci siamo sentiti fuori posto ed abbiamo anche pensato di stare rubando loro il cibo, ma poi loro sono riusciti a metterci a nostro agio:  Ci stavano dando loro forza!  Ma non eravamo venuti noi, qui, a sostenerli?

In mensa abbiamo vissuto anche un'altra grande emozione che è stata quella provata al momento del cambio dei soccorritori. Ogni 15 giorni del personale sanitario e volontario viene sostituito. Abbiamo visto piangere quelli che se ne tornavano a casa fra le loro comodità e abbiamo visto scambi di abbracci molto affettuosi con la popolazione locale.

Un’altra frase che ci ha colpito in modo particolare è stata detta mentre alcuni abruzzesi ringraziavano i volontari: “Quando è venuto il terremoto in Friuli noi siamo andati ad aiutare quella gente e loro non se lo sono dimenticati. Sono arrivati qui alla mattina del terremoto e da allora stanno lavorando ininterrottamente giorno e notte. Che brava gente!”

Dobbiamo riconoscere  che abbiamo anche mangiato bene: un primo, un secondo, la verdura, la frutta e acqua naturale e/o frizzante!

Quello che ci ha colpito maggiormente in quel viaggio è che la vera catastrofe sta nel fisico e nella psiche delle persone. Le case prima o poi si ricostruiscono, ma ciò che è entrato nella psiche di quelle persone purtroppo rimarrà per sempre e in molti casi purtroppo creerà ancora altri danni.

Mentre giravamo da un accampamento all’altro ci sembrava di vivere in un mondo surreale, ci sembrava di vivere in un’altra dimensione. La loro mente vagava nello spazio e le persone giravano in modo strano, quasi alla deriva...

Abbiamo visto un popolo molto ma molto stanco, molto provato psicologicamente. Non osiamo pensare cosa passerà nella loro mente quando si rilasseranno e incominceranno a prendere coscienza dell’accaduto; solo a pensarci ci vengono i brividi! Se quelle persone rimarranno per molto tempo nelle tendopoli purtroppo il loro stato mentale potrà solo peggiorare.

Queste persone hanno bisogno del nostro aiuto. Un aiuto fatto non solo di denaro ma fatto di calore umano: è l’unica ricetta per aiutarli ad uscire da quel maledetto tunnel. Stiamo loro vicino, in modo particolare ai bambini e agli anziani. Hanno tanto bisogno d’amore e noi dovremmo impegnarci nel donarlo!

Leggendo i giornali e ascoltando la televisione sembrerebbe che l’Italia sia piena di persone cattive senza cuore, ma per fortuna non è vero. Il popolo italiano è composto anche da tanta brava gente e noi ne abbiamo viste tante!

Non si sono divisi né per colori, né per associazioni, né per religione. Tutti insieme hanno formato una macchina umanitaria immensa che ha cercato e cerca tuttora di portare gioia e amore.

Una cosa ci hanno chiesto: “non dimenticateci”! Ci chiedono la possibilità d’incontri personali e d’incontri tra i loro ed i nostri figli. Ora la loro paura è quella di non riuscire ad entrare nei prefabbricati prima della fine agosto, perché in quel periodo la temperatura di notte raggiunge i 4/5 gradi e quindi fa freddo. Sanno benissimo che purtroppo dovranno passare l’inverno nei prefabbricati, come (mala) esperienza insegna.

Se decidessimo di fare un altro viaggio nelle zone terremotate dell’Abruzzo, sarebbe importante sapere  prima, dal coordinamento dei centri, cosa serve in quel momento. Ora le informazioni che ci continuano ad arrivare dicono che le necessità sono: caffè, concentrato per brodo in grani, amucchina in confezione da litri per disinfettare, zucchero in monodose, pasta in confezioni da 20 kg., guanti da lavoro e forma Grana.

Al momento della nostra visita all’Aquila, uno dei problemi più grandi era la mancanza di un coordinamento che smistasse la merce in base alle necessità. Il materiale veniva infatti scaricato nei vari accampamenti senza sapere se serviva in quella tendopoli oppure in un'altra.

Ci auguriamo che i piccoli giardini realizzati con vasi di fiori di alcune tendopoli inizino a portare veramente un pizzico di allegria e una nuova voglia di ricominciare e di superare questo brutto momento, ma noi dobbiamo essere loro vicini in tutti i modi possibili.

Un ringraziamento particolare, non solo da parte nostra ma anche dagli abitanti dell'Abruzzo, lo dobbiamo alla Corale di San Pietro Capofiume, a Don Mario, alla Fam. Masotti, alla Fam. Beccati, alla Fam. Veronesi, alla Fam. Malisardi, alla  Fam. Mazzanti, ad Angelo Verganti, alla Fam. Andreani, alla Fam. Magagnoli e a tutti coloro che ci hanno aiutato in questa bellissima impresa. Da quando siamo ritornati a casa non passa un minuto senza che il nostro pensiero non vada a quelle persone: ne abbiamo conosciute di fantastiche!  Sono cose difficili da spiegare bisogna viverle. Questo ricordo rimarrà per sempre dentro noi stessi.

Lorenzo, Silvia e Paolo

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